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Comunicato stampa olio Dante

GLI OLEIFICI MATALUNI VINCONO I “DM AWARDS 2012”

Oliodante.com eletto miglior sito delle Industrie di marca da consumatori ed esperti

Gli Oleifici Mataluni si aggiudicano l’edizione 2012 dei “DM Awards”, il riconoscimento assegnato da consumatori ed esperti di settore che premiano ogni anno il miglior sito internet delle aziende del largo consumo.

Il sito web di Olio Dante è risultato vincitore nella categoria Industria di marca, per la sezione “Contenuti” che valuta il grado di interesse e fruibilità delle notizie pubblicate.

Ben 3221 le preferenze espresse per il sito oliodante.com, di cui 2971 voti da parte degli utenti che hanno votato online, e 250 dalla giuria qualificata, composta da Daniele Tirelli, Presidente di Popai, Salvatore Sagone, Direttore del quotidiano online ADV Express, Sabrina Bellodi, Field Marketing Manager di IBM e Armando Brescia, Direttore di Distribuzione Moderna.

Per quanto riguarda la classifica finale su un totale di 48.250 voti, gli Oleifici Mataluni hanno ottenuto il punteggio più alto in assoluto, superando in ordine di preferenze anche i vincitori della categoria Distribuzione.
Un risultato ancora più importante, dunque, considerato che il sito è attivo solo dal primo settembre 2011 ed è stato sviluppato internamente dall’Area Grafica e Comunicazione degli Oleifici Mataluni, con il supporto della Core e Pixsael ICT Solution, società sannite specializzate nella realizzazione di sistemi informativi e siti web.

Con uno stile minimalista, oliodante.com propone contenuti dinamici, aggiornati quotidianamente e di facile fruizione, grazie anche ad una piattaforma integrata di accesso alla pagina Facebook, al canale YouTube e ai principali Food Blog. Nel corpo superiore del sito, trova spazio il menu generale da cui si accede alla storia del brand, alla vetrina prodotti con le schede nutrizionali, all’area stampa, alla sezione “salute e benessere” che ospita interessanti articoli e suggerimenti dei ricercatori degli Oleifici Mataluni. Ma il vero fiore all’occhiello del “Sommo Poeta” in versione web 2.0, è rappresentato dal ricettario interattivo, arricchito ogni giorno dai food blogger ed aperto al contributo di utenti e gourmet.

Il concorso, giunto alla sua III edizione e patrocinato da ADM (Associazione della Distribuzione Moderna) e da Assodigitale, ha registrato 77 siti web candidati (63 in rappresentanza dell’Industria di marca e 14 della Distribuzione).

Sei i riconoscimenti conferiti a Milano: per la categoria Industria, hanno vinto gli Oleifici Mataluni – Olio Dante nella sezione “Contenuti”, Sisma Group – Cotoneve (Design) e La Molisana (Interattività); per il settore Distribuzione, si sono aggiudicate il concorso le catene Crai (Contenuti), Sigma (Design) e Billa (Interattività).Alla cerimonia di premiazione, sono intervenuti Gianpaolo Costantino, Business Solutions Director di SymphonyIRI; Carolina Gerenzani, Retail & Shopper Specialist di TNS; Giuseppe Convertini, di TradeLab; Eugenia Burchi, Social Media Analyst di Blogmeter; Thomas Campaner, Digital Marketing Specialist di Ikea Italia, e Armando Brescia, Direttore della testata Distribuzione Moderna che ha ideato il concorso.

Il pesto alla genovese è tra i prodotti italiani più contraffatti nel mondo

Ricettepercucinare.com


come fare il pesto alla genovese - My Italian Recipes

Coldiretti così come altri enti impegnati nella tutela dei produttori e dei consumatori stilano sovente la classifica dei prodotti italiani più copiati e “taroccati” nel mondo. Tra questi ovviamente il Parmigiano Reggiano, la mozzarella, i vini. E’ notizia di oggi che nella top ten di questa poco felice classifica spicca oggi anche il pesto alla genovese. Ebbene si. Ma vediamo di capire qualcosa di più su questo argomento. 

Pesto alla genovese: un’eccellenza del Made in Italy

Forse qualche genovese troverà lusinghiera l’idea che il famoso condimento a base di basilico fresco sia entrato nella hit dei prodotti alimentari italiani più copiati e “taroccati” del mondo. Ma in realtà c’è ben poco da ridere. Coldiretti però conferma: il pesto alla genovese è entrato di diritto nella top ten dei prodotti più amati e ingiustamente bistrattati nel mondo.

La contraffazione di tutto ciò che è Made in Italy

Prodotti contraffatti confezionati ad hoc con il giusto mix di nomi e colori

Dovete considerare che la contraffazione di tutto ciò che è Made in Italy o ha a che fare con il prodotto italiano è un fenomeno molto comune. Spesso si usano termini italiani o che suonano simili a quelli italiani e combinazioni di colori nei packaging che rievocano le tonalità del tricolore per evocare l’idea di Made In Italy pur non essendo made in Italy. Si tratta di pratiche di contraffazione imitativa del tutto ingannevole che oggi vede protagonista proprio il pesto alla genovese. Subiscono già questa inquietante sorte il Provolone, il Pecorino romano, il Grana Padano, il Parmigiano Reggiano, la mortadella, il salame, il Chianti e il Prosecco. Prodotti imitati e presentati con strategie di naming “italianeggianti” e colori che ricordano proprio la nostra bandiera.

Come fare il pesto alla genovese? All’estero non è chiaro!

Rimane indubbio che solo gli italiani ed in particolar modo i liguri ed i genovesi sanno come fare il pesto alla genovese e che un prodotto similare acquistato all’estero non avrà mai il medesimo sapore dell’originale italiano. Ci auguriamo che in sede comunitaria e nelle opportune sedi internazionali il nostro paese abbia modo di far valere l’originalità e l’autenticità dei prodotti made in Italy che fanno grande la nostra nazione.

 



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