Tag: delle

Arancino o arancina? La diatriba è tutta siciliana

arancino o arancina - Ricettepercucinare.com


arancino o arancina - Ricettepercucinare.com

Arancino o arancina? Come potrete immaginare, stiamo parlando delle specialità siciliane a base di riso che impazzano in tutta la regione (e anche fuori regione). Le varianti non mancano, così come i modi di chiamarle. Provincia che vai, nome che trovi, insomma. Ma è più corretto dire arancine o arancini di riso? Scopriamolo insieme.

Arancino o arancina?

Se la disputa sulla paternità della ricetta è più accesa che mai ed ogni zona della Sicilia ne rivendica a gran voce l’invenzione, non possiamo dire diversamente dei nomi. Anche se, tanto per cominciare, una distinzione la possiamo fare. Ovvero quella sulle forme. Vi sarà capitato di vedere in giro degli arancini di forma tondeggiante ed altri invece a forma conica ed appuntita. Ebbene, se quelli tondeggianti sono chiamati arancine ed evocano appunto la forma di un’arancia, quelli a punta sono detti per l’appunto arancini. E che forma evocano? Quella dell’Etna, naturalmente.

Dunque, nella parte occidentale della Sicilia si usano molto di più le arancine, mentre nella parte orientale si usano gli arancini. E se la forma più intuitiva sembra quella al femminile, giacché è più facile ed intuitivo immaginare un’arancia anziché un vulcano in procinto di dar vita ad un’eruzione, è anche vero che in dialetto siciliano il famoso timballo di riso assume una variante maschile, cioè “arancinu”.

Ma è anche vero, che se l’idea è quella di ricordare la forma di un’arancia, il femminile è proprio d’obbligo, perchè sappiamo tutti che l’arancio è il nome dell’albero, e non del frutto!

Non ci soffermiamo invece sulle varianti, dal momento che oltre al classico ragù di carne con piselli e caciocavallo, vi sono anche altre varianti, con pistacchio e mortadella, in bianco e molte altre. Ma approfondiremo il discorso delle varianti in un’altra occasione.

Come si dice a Siracusa? E a Messina? A Catania sono arancini o arancine? E a Palermo invece?

Concludiamo dunque ricordandovi che se vi recate a Siracusa, Agrigento, Palermo o Ragusa dovrete chiedere una arancina, mentre se vi trovate a Messina o a Enna dovrete chiedere un arancino di riso. Ancora, anche a Catania sarà un arancino, mentre a Trapani forse potete chiedere l’uno e l’altra!



Frittelle veneziane ripiene, la ricetta

frittelle veneziane ripiene - Ricettepercucinare.com


frittelle veneziane ripiene - Ricettepercucinare.com

Frittelle veneziane ripiene, la ricetta. Le frittelle veneziane ripiene sono una variante delle frittelle tradizionali di Venezia. Come abbiamo già avuto modo di raccontarvi altrove, le frittelle di Carnevale in quel di Venezia sono una vera e propria istituzione che affonda le sue radici in un passato molto lontano, al tempo dei “fritoleri”. La ricetta classica era molto semplice, con l’aggiunta di uvetta e pinoli e, talvolta, qualche pezzettino di mela. Oggi le varianti abbondano. Vediamo subito quindi la ricetta delle frittelle veneziane ripiene.

Frittelle veneziane ripiene, la ricetta

Veniamo dunque a noi e scopriamo la ricetta delle frittelle veneziane ripiene. Il ripieno è solitamente una buona crema pasticcera ma attenzione, a Venezia ed in tutto il Veneto si usa molto anche lo zabaione. L’importante è seguire tutti i passaggi e prestare molta attenzione alla temperatura dell’olio. L’olio non sufficientemente caldo o troppo caldo pregiudica il risultato di una ricetta fatta bene. Se avete un termometro da cucina sarebbe l’ideale: in tal caso friggete le vostre frittelle veneziane quanto segnerà 170 gradi.

Ingredienti

  • 3 uova fresche

  • 6 cucchiai colmi di zucchero semolato

  • 3 cucchiai colmi di olio di semi di girasole

  • una bustina di lievito per dolci (16 grammi)
  • mezzo bicchier d’acqua
  • una presa di sale
  • la scorza di un limone bio grattugiata
  • 140 grammi di farina 00
  • olio per friggere
  • zucchero a velo
  • una dose di crema pasticcera

Come si preparano le ricette veneziane ripiene

  • lavorate in una boule uova, zucchero, olio, scorza di limone, sale e acqua
  • aggiungete le polveri (lievito e farina) ben setacciate
  • otterrete un composto appiccicoso e omogeneo
  • coprite con pellicola e lasciate riposare per un paio d’ore
  • dopodichè mettete l’olio a scaldare
  • quando l’olio è caldo aggiungete l’impasto aiutandovi con due cucchiaini
  • rigiratele per bene mentre friggono in modo da ottenere una doratura uniforme
  • spostatele su carta assorbente
  • spostate la crema pasticcera in una sacca da pasticceria
  • quando le frittelle sono fredde avvalendovi del beccuccio lungo farcitele
  • terminate con una spolverata di zucchero a velo

Le frittelle veneziane ripiene sono pronte. Come detto potete anche usare una crema allo zabaione!



Ricerche frequenti:

Baguette Facili

Rientrati dalle vacanze? Io si, purtroppo! 🙁
Durano sempre troppo poco (o troppo, dipende dai punti di vista).

Devo dire che questa Poppea è una manna per me: infatti ho ripreso subito ad accendere il forno visto che ha rinfrescato.
E cosa potevo sfornare secondo voi oltre a un bel dolce per la colazione?
Un lievitato, ovviamente, visto che sono la mia passione e sono sempre alla ricerca di trucchi ed espedienti, ricette e quant’altro.

Così ho pensato di provare a fare le baguette, quei filoncini fragranti e profumati tipici della Francia, ma non ho seguito la strada solita, quella lunga, ho trovato una ricetta facile e veloce e il risultato, come potrete vedere, non è niente male, anzi! 😛
In tutto ci metterete circa 5 minuti ad impastare, a mano, e poi via con una lievitazione lunga (lunghissima) in frigo.
Sul sito trovate anche il video, ma già le foto sono esaurienti.
Io ho seguito la ricetta pari pari e quindi non mi resta che copia/incolare il tutto 😉

340 g di Acqua
480 g di Farina Tipo 0
6 g di Lievito di Birra Fresco o 2 g di lievito di birra secco (liofilizzato)
6-8 g di Sale

Sciogliete il lievito nell’acqua a temperatura ambiente.
Tenete da parte 30-40 grammi farina, ed aggiungete il resto della farina all’impasto.

Iniziate a mescolare.
Aggiungete il sale.
Continuate a mescolare per circa 2 minuti

Quando la farina è stata assorbita, prendete un po’ della farina che avete tenuto da parte e spolverate il tavolo di lavoro.
Rovesciate l’impasto sul tavolo di lavoro, spolveratevi le mani di farina, impastate a mano aggiungendo poco alla volta la farina che avevate messo da parte fino al completo assorbimento (circa 5 minuti).

Otterrete un impasto di media consistenza e non completamente liscio.
Mettetelo in un contenitore con il fondo coperto di farina.

Coprite con un coperchio o con un telo (io con pellicola trasparente, non a contatto).
Mettete a lievitare per 2 ore al riparo da spifferi d’aria (se possibile intorno ai 25°C).
Io l’ho messo nel forno spento con la luce accesa.
Dopo due ore, l’impasto dovrebbe più o meno raddoppiare di volume.

Richiudete il coperchio e mettetelo in frigo. Si si proprio in frigo.
Lasciatelo riposare in frigo per tutta la notte, fino a 7 giorni. Più giorni riposa in frigo e più acquisterà un gusto intenso.

Tirate fuori l’impasto dal frigo.
Rovesciatelo sul tavolo di lavoro senza stropicciarlo.
Dividete l’impasto in tre parti uguali per ottenere 3 piccole baguette, o in due parti per ottenere 2 baguette di dimensione maggiore (come ho fatto io).
Schiacciate la pasta e ripiegatela su se stessa due volte usando le dita per sigillare lo strato superiore su quello inferiore.
La doppia piega darà forza alla pasta e migliorerà la forma finale delle baguette.

Arrotolate la baguette con il palmo delle mani allungandola fino a circa 32 cm se avete diviso la pasta in 3, e 35 cm se l’avete divisa in due.

Adagiate le baguette su una teglia (coperta da carta forno) a distanza di 5-8 cm l’una dall’altra
Coprite con un telo e lasciate lievitare circa 90 minuti (anche 2 ore a seconda della temperatura).
Utilizzando una lametta da barba o un coltello affilatissimo, effettuate 3-4 tagli obliqui su ogni baguette senza schiacciare troppo per non rovinare la lievitazione.
Spruzzate la superficie delle baguete con acqua tiepida.
Infornate a forno già caldo.
Cuocete a 220°C per 20-25 minuti se avete fatto 3 baguette, o per 25-30 minuti se ne avete fatte due.
Negli ultimi 5 minuti di cottura potete capovolgere le baguette in modo che asciughino bene anche sotto, oppure alzarle da un lato ed appoggiarle sul bordo della teglia.

Ho in mente di utilizzarle per un paio di ricettine sfiziose 😛 voi con cosa le mangereste?

Proudly powered by WordPress