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Crema gorgonzola e ricotta con sables alle noci

Il gorgonzola è un formaggio molto saporito e versatile, per il Calendario del Cibo italiano oggi è la Giornata Nazionale del Gorgonzola. Ottimo mangiato al naturale rende delizioso ogni piatto che lo vede protagonista, per questa giornata vorrei riproporre questi deliziosi sable alle noci con crema di gorgonzola e le noci con il gorgonzola si sposano a meraviglia. Una ricetta di Maria Pia che da quando li ho scoperti li preparo frequentente

Biscotti sablés alle noci con crema di Gorgonzola e ricotta

Per 30 pezzi circa:

150 gr farina 0

100 gr burro freddissimo

70 gr gherigli di noci 

50 gr fecola di patate

30 gr nocciole 

15 gr zucchero a velo

20 gr Parmigiano Reggiano grattugiato

1 cucchiaio di albume leggermente sbattuto

un pizzico di sale

Per la crema: 

100 gr Gorgonzola

100 gr ricotta fresca

Per guarnire e accompagnare:

gherigli di noci oppure nocciole sgusciate e spellate

miele di castagno 

radicchio rosso di Dosson

Preparare i biscotti: 

sgusciare le noci e le nocciole. 

Mettere le nocciole sulla placca del forno e infornarle a 150 °C per 10 minuti, quindi versarle ancora calde su un canovaccio pulito e sfregarle per bene, in modo da spellarle.

Metterle nel frullatore insieme ai gherigli di noce e a un paio di cucchiai di farina e tritarle fino a raggiungere una consistenza semi fine, usando il tasto pulse per evitare che fuoriescano troppi olii. 

Versare il tutto in una ciotola, aggiungere i restanti ingredienti e impastare velocemente finché l’impasto si ammassa; non lavorarlo troppo, altrimenti i sablé risultano duri. 

Formare una palla, avvolgerla in pellicola e tenerla in frigo per un’ora

Stendere l’impasto allo spessore di 5-6 mm tra due fogli di carta forno e ricavarne i biscotti con uno stampino da cm 4 di diametro.

Trasferirli sulla placca foderata di carta forno e passarli in frigo per un’altra mezz’ora.

Preriscaldare il forno a 180 °C in modalità statica e farvi cuocere i biscotti per 15 minuti: devono cominciare a colorirsi appena appena. 

Sfornarli e metterli a raffreddare su una gratella. 

Per la crema, 

lavorare il Gorgonzola con la ricotta fino a ottenere una crema omogenea. Metterla in un sac-à-poche con bocchetta a stella e decorare i biscotti.

Guarnirli con delle noci o nocciole tritate grossolanamente o con una goccia di miele di castagno. Servire con un po’ di radicchio rosso bio di Dosson

Note

– Per evitare che tritando noci e nocciole fuoriesca troppo olio generalmente le passo una notte in freezer

– Quando preparo la sablès o la frolla preferisco farla la sera prima e lasciarla a raffreddarsi tutta la notte in frigorifero.

Fagottini ripieni con radicchio e ricotta

Oggi è la Gn del Radicchio di Treviso nel Calendario del Cibo italiano, una verdura molto versatile che adoro mangiare cruda o in pinzimonio, ma perchè non renderla anche la regina del ripieno dei fagottini in pasta fillo per un primo da re

FAGOTTINI ripieni con radicchio e ricotta

Fogli pasta fillo fatta in casa 

ricotta 

radicchio 

grana grattugiato 

burro 

mandorle a scaglie 

sale e pepe 

Prendere delle foglie di radicchio, si possono anche usare quelle esterne, tagliarle a listarelle e farle appassire in padella per qualche minuto con una noce di burro, regolare di sale e pepe e far raffreddare. 

Quando sono fredde aggiungere della ricotta, un po’ di grana e mescolare amalgamando il tutto. 

Prendere un foglio di pasta fillo e ricavarne quattro quadrati/rettangoli, all’interno di ognuno nella parte bassa mettere una noce del nostro impasto e poi arrotolare e chiudere i bordi come si trattasse di un fagottino. 

Calcolare tre-quattro fagottini a testa, poi metterle in una teglia imburrata, spennellarle di burro aggiungere un po’ di grana e delle mandorle a scaglie

infornare a 180° per 10-15 minuti, attenzione a non seccarle troppo. 

Sono dei fagottini molto particolari dove la croccantezza della fillo si incontra con la morbidezza del ripieno rendendoli veramente stuzzicanti da gustare

Per una cena speciale si possono in terrine monoporzione. 

Latte parzialmente scremato, fa bene?

Latte parzialmente scremato, fa bene?


latte parzialmente scremato fa bene - MyItalianRecipes

La nostra alimentazione ci consente di consumare diverse tipologie di alimenti, anche se generalmente quando ci si affeziona ad un prodotto non lo si abbandona più: è l’esempio del latte parzialmente scremato. Ma il latte parzialmente scremato fa bene? O essendo scremato è privo di sostanze nutritive? Sicuramente ce lo siamo chiesto qualche volta mentre la mattina sonnecchiavamo sulla tazza… e allora, mettiamo un po’ d’ordine sul tema e scopriamo se questo latte fa bene o no. 

Che cos’è il latte parzialmente scremato?

Cominciamo col rispondere alla domanda “che cos’è il latte parzialmente scremato”. Quando si parla di latte parzialmente scremato si è soliti indicare il latte intero che è stato lavorato in centrifuga, così da poter eliminare le eventuali impurità – come si fa sempre per tutti i tipi di latte – e che possiede una quantità inferiore di grassi rispetto al classico latte intero. Pensa che, grazie al procedimento di scrematura, è possibile ridurre della metà la concentrazione di colesterolo, senza danneggiare le vitamine ed i sali minerali contenuti in esso. Nel complesso, quindi, il latte parzialmente scremato è un latte magro che viene suggerito a coloro che hanno bisogno di impostare una dieta ben precisa. Ad esempio, si consiglia il consumo di questo tipo di bevanda a coloro che soffrono di problemi di colesterolo alto, ma anche di ipertensione e cardiovascolari. Come potrai ben immaginare, con un regime alimentare ponderato è possibile ridurre drasticamente i valori dei grassi, cosa che in soggetti di questo tipo può fare la differenza. Il sapore del latte scremato differisce da quello intero: infatti, alcune persone preferiscono non consumare questa bevanda proprio perché il gusto non è di loro gradimento, rinunciando però a tutti gli evidenti vantaggi che si possono riscontrare con il suo consumo (calcio, potassio e proteine). Ma veniamo al nostro quesito: latte parzialmente scremato, fa bene?

Latte parzialmente scremato, fa bene?  Perché é meglio non rinunciare al latte

La rinuncia del latte – a meno che non siate intolleranti – comporta ad un taglio netto dell’apporto di quei nutrienti che, invece, possono essere di grande importanza nell’organismo di un uomo e di una donna. Proprio per questo, ci sentiamo di suggerirti un consulto con il medico qualora volessi impostare o fossi costretto ad impostare una dieta ipocalorica per perdere peso. Per gestire al meglio l’introduzione dei grassi – senza evitare il latte per via del gusto – sarebbe meglio togliere gli stessi da altri alimenti, così da non togliere completamente un alimento così importante. Ci teniamo a sottolineare anche un falso mito collegato al consumo di questo prezioso cibo: il latte non provoca il cancro e la stessa Fondazione Veronesi ne ha dato conferma smentendo questa testimonianza di falsità che non ha alcun fondamento scientifico. Anzi, il latte ed i latticini sono pure importanti nell’alimentazione, poiché svolgono un’azione preventiva nel confronto di alcuni tumori: è il caso di quello al seno e al colon retto. Dunque se la domanda era latte parzialmente scremato, fa bene? La risposta è sì, fa bene e non conviene toglierlo!

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