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Menu Tra le Righe

Il menu di Benedetta di questa sera si chiama “tra le righe”: i piatti di oggi sono infatti tratti da vari successi letterari.

Non è stato facile trovare le ricette giuste, ma alla fine è riuscito un menu davvero delizioso.

il Menù di Benedetta del 17 ottobre 2012

(clicca sui link per vedere le ricette)

Antipasto: MELANZANE DELLO SCEICCO
Primo: CONCHIGLIONI RICOTTA E SPINACI
Secondo: POLLO AL SALE CON PATATE AL CARTOCCIO
Dolce: MOUSSE AL CIOCCOLATO PICCANTE[1][2][3][4]

References

  1. ^ MELANZANE DELLO SCEICCO
  2. ^ CONCHIGLIONI RICOTTA E SPINACI
  3. ^ POLLO AL SALE CON PATATE AL CARTOCCIO
  4. ^ MOUSSE AL CIOCCOLATO PICCANTE

Treccia farcita o pane dolce dello Shabbat -sabato ebraico

La cucina per me è sinonimo di relax e se la giornata di lavoro è stata difficile o stressante preparare qualche cosa di sfizioso è veramente rilassante. 
I lievitati sono però una pura magia e a loro non so resistere, nonostante il tempo tiranno riesco sempre a trovare del tempo per loro. 

Eleonora per MTC di ottobre ha scelto una splendida ricetta ricca di poesia e storia, devo ringraziarla perché con il suo pane dolce del sabato mi ha letteralmente catturata. 

Se i lievitati sono una magia, questo pane è pura poesia. 

Vi consiglio di leggere il post di MTC e di Eleonora per conoscere un aspetto della cultura ebraica che io fino a pochi giorni fa ammetto che conoscevo pochissimo ed erroneamente avrei chiamato questo pane come non deve essere nominato.  
La ricetta è quella di Eleonora, ho solo modificato la dose del lievito per poter modificare i tempi di lievitazione e la forma 
Una treccia a sei rami 
Impasto 
500 gr di farina 0
2 uova medie (circa 60-62 gr con il guscio)
100 gr di zucchero
20 gr di lievito di birra (per me 10gr)
125 ml di acqua tiepida
125 ml di olio extra vergine d’oliva
10 gr di sale 
Ripieno
100 gr di uva passa 
1-2 Mele canada a cubettini 
cannella in polvere 
un tuorlo d’uovo
un cucchiaio di acqua
semi papavero 
Sciogliere il lievito in acqua tiepida (io ne ho usati 10gr per dei tempi di lievitazione più lunghi), poi aggiungere gli altri ingredienti, le uova e il sale per ultimi ed impastare bene 
L’impasto può essere fatto con l’impastatrice o a macchina, l’importante è che sia ben amalgamato è un impasto facile da lavorare 
Appena il nostro impasto sarà pronto, metterlo in una ciotola coperto con pellicola a lievitare per un paio d’ore o più se usate meno lievito come me. 
Mentre l’impasto lievita mettere a bagno l’uvetta e tagliare la mela a cubettini piccoli e sottili (importante perché non devono bucare la pasta) e metterli in una ciotola e spolverizzarli con della cannella in polvere 
Quando il nostro impasto sarà lievitato prenderlo e dividerlo in sei parti uguali 
Stendere su un piano leggermente infarinato ogni pezzo in una striscia lunga circa 35cm e larghe circa 15cm. Su ogni striscia spargere un po’ d’uvetta che avremmo strizzato e leggermente infarinato e un po’ di cubettini di mela alla cannella, quindi chiudere molto bene arrotolando creando così dei salsicciotti farcirti che metteremo da parte fino a quando non saranno tutti pronti, cercati di farli tutti della stessa lunghezza. 
Quando tutti i salsicciotti saranno pronti non ci resta che iniziare a montare la treccia, potete intrecciare a piacere io ho fatto un intreccio a sei rami che è splendidamente spiegato nel post di Piroulie.
Sembra difficile ma se lo seguite passo passo non lo. Un piccolo consiglio pratico, la prima volta appoggiate dei piccoli pezzettini di carta numerati all’estremità di ogni ramo, sarà facilissimo seguire i passaggi e in un attimo imparerete un intreccio meraviglioso. 
Una volta completato l’intreccio trasferire la treccia su una teglia con carta forno poi coprire e far lievitare 
Se avete usato dose intera di lievito basteranno due ore, se invece avete usato meno lievito potete permettervi di formarla la sera tardi e farla lievitare fino al mattino. 
Una volta lievitata, spennellare la superficie con del tuorlo sciolta con un po’ d’acque e poi spolverizzarla con dei semi di papavero. 
Infornare in forno caldo statico a 190° per circa 15-20 minuti
Questa è una treccia meravigliosa, 
devo ringraziare veramente Eleonora per il valore aggiunto a questa ricetta dove ogni dettaglio ha il suo perchè.
Ringrazio anche Ale e Dani per la splendida spiegazione dei dettagli

Arancini di riso FAQ | Ricettepercucinare.com

Come organizzare il menu perfetto per ogni occasione


arancini di riso avanzato - Ricettepercucinare.com

Gli arancini di riso: un tesoro culinaro siciliano

Gli arancini di riso, prelibatezza culinaria tipica della Sicilia, rappresentano un’eccellenza gastronomica amata e apprezzata in tutto il mondo. Ma cosa rende questi sfiziosi bocconcini così irresistibili? E come possiamo assicurarci che mantengano intatta la loro forma perfetta?

Cosa fare per non far aprire gli arancini?

Uno dei problemi più comuni nella preparazione degli arancini è che tendano ad aprire durante la cottura. Per evitare questo inconveniente, è essenziale che il riso sia ben compatto e che il ripieno sia avvolto in modo uniforme. Una tecnica efficace consiste nel compattare il riso intorno al ripieno con decisione, assicurandosi di sigillare bene ogni arancino.

Come si fa la panatura degli arancini?

La panatura degli arancini è un passaggio cruciale per ottenere quella croccantezza irresistibile che li contraddistingue. Si inizia con una passata leggera nell’uovo sbattuto, seguita da una generosa impanatura nella pangrattato. È importante premere leggermente l’impanatura sui bocconcini per assicurarsi che aderisca bene.

Che tipo di riso ci vuole per fare gli arancini?

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Il riso ideale per gli arancini è il riso Carnaroli o il riso Arborio, poiché hanno una consistenza che tende a rimanere al dente anche dopo la cottura. Questo permette agli arancini di mantenere la loro forma durante la frittura.

Quanto costa un arancino di riso?

Il costo degli arancini può variare a seconda del luogo e degli ingredienti utilizzati. In generale, un arancino può avere un prezzo che va da qualche euro a un massimo di cinque euro, a seconda delle dimensioni e della qualità degli ingredienti.

Quanti giorni dura un arancino?

Gli arancini sono migliori quando consumati freschi, preferibilmente il giorno stesso della preparazione. Tuttavia, se conservati correttamente in frigorifero, possono mantenere la loro bontà per un paio di giorni. Si consiglia di riscaldarli leggermente in forno prima di consumarli per riportarli alla loro croccantezza originale.

Quanto costa un arancino a Palermo?

A Palermo, patria degli arancini, i prezzi possono essere particolarmente convenienti rispetto ad altre città. È possibile acquistare un delizioso arancino a partire da uno o due euro presso le numerose panetterie e gastronomie sparse per le vie della città.

Quale olio si usa per friggere le arancine?

Per friggere gli arancini, si consiglia l’uso di olio di semi di girasole o di arachidi, poiché hanno un punto di fumo abbastanza alto e un sapore neutro che non sovrasta quello degli ingredienti.

Come far attaccare gli arancini?

Per far attaccare l’impanatura agli arancini, è fondamentale che il riso sia ben freddo e che l’uovo sia distribuito uniformemente su tutta la superficie. Inoltre, un trucco utile è passare leggermente gli arancini nell’uovo, poi farli riposare per qualche minuto prima di ripetere il processo per una seconda volta.

Quanti tipi di arancini ci sono?

Gli arancini possono essere declinati in molteplici varianti, sia per quanto riguarda il ripieno che per la forma. Tra le più comuni ci sono gli arancini al ragù, al burro, ai funghi, al pistacchio e al formaggio. Inoltre, esistono versioni dolci, come gli arancini alla crema di cioccolato o alla ricotta.

Gli arancini di riso rappresentano un vero e proprio simbolo della cucina siciliana, capace di deliziare i palati più esigenti con la sua combinazione perfetta di sapori e consistenze. Seguendo questi semplici consigli, potrete preparare degli arancini perfetti, che vi conquisteranno con ogni morso. Buon appetito!



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