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Che lavoro fa Alfio Bottaro?

È sempre mezzogiorno - Ricettepercucinare.com


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Che lavoro fa Alfio Bottaro? Quale lavoro faceva Alfio prima di entrare nel divertente mondo culinario di E’ Sempre Mezzogiorno? A voi alcune informazioni e curiosità su uno degli ospiti fissi più amati del programma. 

Che lavoro fa Alfio Bottaro?

E’ Sempre Mezzogiorno è uno dei programmi gastronomici più amati dagli italiani. Un piacevole intermezzo a metà tra intrattenimento e scuola di cucina, leggero e divertente. Che ha saputo conquistare il cuore di tantissimi spettatori sin dai tempi de La Prova del Cuoco. Grande protagonista, come sempre, la simpatica Antonella Clerici che con tutte le sue battute, gaffes, debolezze e con i suoi commenti ora spiritosi ora sagaci, conferma di puntata in puntata che è una di noi. E nonostante Antonella sia la protagonista assoluta di E’ Sempre Mezzogiorno, sicuramente ci sono alcuni protagonisti che sono altrettanto amati e nel cuore di tanti telespettatori. Tra questi non possiamo non menzionare Alfio Bottaro.

Conosciamo meglio Alfio

Come sapete la trasmissione E’ Sempre Mezzogiorno è popolata da innumerevoli chef che propongono ricette interessanti e fantasiose che è anche bello copiare a casa. Ma Alfio Bottaro chi è? Ebbene, si tratta di un protagonista che, pensate, ha voluto proprio Antonella Clerici nel programma. Non è uno chef ma è molto molto simpatico e dà davvero una marcia in più al programma.

Antonalla Clerici spesso si diverte a chiama il buon Alfio come “il principe Alfio” oppure, canzonandolo, “maschio Alfio. E’ indubbio che tra i due vi sia un certo feeling e che riescano a fare spettacolo anche al di là delle ricette di cucina. Ma cosa sappiamo di Alfio Bottaro? Chi è esattamente e che lavoro fa o faceva prima di entrare nel mondo dello spettacolo?

Chi é Alfio È Sempre Mezzogiorno
Foto by LaStampa.it

Alfio Bottaro è vicesindaco di Grondona

Alfio Bottaro vanta una piccola carriera politica in quel di Grondona, un piccolo centro di appena 500 abitanti situato in provincia di Alessandria. E’ molto vicino ad un altro piccolo e grazioso centro Arquata Scrivia, dove Antonella Clerici, Vito Garrone e la figlia vivono. Ebbene, Alfio era vicesindaco di Grondona ma si è dimesso per dedicarsi alla sua carriera televisiva.

Alfio è un grande amico di Vittorio Garrone: i due sono amici da oltre 50 anni. Tanti anni fa, il padre di Alfio ferrava i cavalli per la famiglia Garrone. E Antonella, con la sua esperienza televisiva storica e consolidata, ha visto in Alfio un personaggio capace di suscitare simpatia e di bucare lo schermo, come si suol dire.

Insomma, una sorta di amico di famiglia che Antonella ha ritenuto potesse diventare a sua volta amico di tutti gli italiani!



Ricerche frequenti:

Ricetta del casatiello napoletano | Ricettepercucinare.com

ricetta del casatiello - Ricettepercucinare.com


ricetta del casatiello - Ricettepercucinare.com

Cerchi la ricetta del casatiello napoletano? Te la diamo noi. Nulla di più semplice, facile e pur tuttavia molto molto goloso. Il casatiello napoletano è un cugino del tortano. Sono due torte rustiche tipiche della tradizione napoletana, ma differenti tra di loro. Vediamo subito la differenza e poi scopriamo la ricetta del casatiello napoletano.

Differenza tra casatiello e tortano napoletano

Casatiello e tortano napoletano risalgono a tempi piuttosto antichi. Pensate, tanti autori soprattutto della zona partenopea li hanno spesso citati nei loro scritti. Fanno parte della tradizione gastronomica di Napoli e dintorni davvero da tempo immemore! Eppure sono differenti.

Il casatiello è un pane condito con strutto o sugna, con l’aggiunta di pepe, uova intere incavate per metà dentro l’impasto e coperte da strisce di pasta a formare una croce. Nell’impasto c’è anche salame molto pecorino, motivo per cui il casatiello si chiama così (da caso, formaggio). Inoltre il pecorino è fatto con latte di pecora, il latte con cui si nutre l’agnello, che a sua volta è simbolo della Pasqua.

Anche in altre preparazioni dolci di Pasqua troviamo le uova incastonate in superficie, come per esempio nella famosa scarcella salentina, un biscottone con un uovo al centro, spesso annoverata tra i prodotti tipici pugliesi.

Il tortano invece è sempre a forma di ciambella. Simboleggia la corona di spine indossata da Gesù sulla croce. Anche qui troviamo farina, strutto, pepe, salame, ed è un prodotto lievitato, come il casatiello. Ma la differenza sta nella presenza o meno delle uova. Che nel tortano sono sì presenti, ma internamente, sode e a spicchi.

Ma veniamo alla ricetta del casatiello

Dosi per 6 persone:

  • 600 G Farina,
  • 30 G Lievito Di Birra,
  • 4 Uova Fresche,
  • 2 Cucchiai Strutto,
  • 150 grammi di pecorino
  • 120 grammi di salame a cubetti (tipo Milano)
  • Pepe Nero,
  • Sale

Preparazione del casatiello

  • Versate la farina in una boule e aggiungetevi lo strutto, il lievito diluito in poca acqua a temperatura ambiente, il sale, il pepe e lo strutto.
  • Aggiungete il pecorino e il salame
  • Impastate a lungo: dovete ottenere un impasto morbido ed elastico
  • Coprite con un canovaccio e mettete da parte per la lievitazione
  • Trascorse almeno tre ore lavorare la pasta a forma di ciambella
  • Posare la pasta in una forma unta con strutto
  • Prendere poi le uova sode e affondarle con le dita premendo leggermente sulla superficie della ciambella
  • Lasciar lievitare ancora una mezz’ora quindi infornare per 45 minuti a 180 gradi.

La ricetta del casatiello è terminata. Come vedete le uova sono in superficie, mentre nel tortano sarebbero all’interno (sempre sode!)



Olive in salamoia domande e risposte

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Olive in salamoia, vera bontà mediterranea
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Fare le olive in salamoia non è per nulla difficile. L’ingrediente principale, oltre alle olive è probabilmente la pazienza. Secondo il metodo tradizionale di preparazione, il più comune, facile e diffuso, le olive devono infatti stare a bagno per 40 giorni. Organizzatevi per tempo insomma. Solitamente la raccolta delle olive avviene a novembre dunque potrete invasare le vostre olive nere in salamoia intorno a Natale. Potreste anche assaggiarle, anche se bisognerebbe lasciarle riposare per un mese prima di gustarle il tutta la loro bontà e in tutto il loro sapore. Detto questo, rispondiamo ad alcune domande comuni sulle olive in salamoia.

Come si fanno le olive in salamoia?

Vediamo dunque come si fanno le olive in salamoia in tutta semplicità. Dovrete raccogliere le olive oppure farvele dare da qualcuno che ha gli alberi. Poi le immergerete in acqua in un secchio o bacinella. Cambierete l’acqua una volta al giorno per 40 giorni. Al termine dei 40 giorni dovrete preparare una salamoia facendo bollire 100 gr di sale per ogni litro di acqua. Quando la salamoia è fredda, invasate le olive in vasi ben sterilizzati. Se volete potete aggiungere degli aromi di vostro gusto: scorza di agrumi, mirto, pepe e quant’altro.

Non hai voglia di farle? Puoi sempre acquistarle

Online si trovano alcune aziende interessanti che producono e vendono olive in salamoia preparate secondo la ricetta della tradizione. La Terra di Puglia per esempio si occupa di vendita online di olive in salamoia ed altri prodotti tipici pugliesi da abbinare e servire assieme: friselle, sottoli, melanzane a filetti, tarallini, olio di oliva e così via. Ma torniamo a noi.

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Varietà di olive da usare per le olive all’acqua

Note anche con il nome di olive all’acqua, le olive in salamoia sono solitamente piccoline. In Puglia, per esempio, si usano le celline o le leccine, per intenderci. E’ fondamentale che non siano troppo mature però! Sceglietele di un colore marroncino per così dire “intermedio”, dunque nè troppo verdi, nè troppo nere.

Perchè si lasciano le olive in acqua così tanti giorni?

Le olive in salamoia devono rimanere in acqua per tanti giorni per perdere l’amaro. 40 giorni!  Il processo si chiama per l’appunto deamarizzazione delle olive. Accorciare i tempi significherebbe avere un prodotto finale amaro e poco gradevole al palato. Qualcuno accorcia questi tempi usando soda caustica oppure cenere, ma vi sconsigliamo di imbarcarvi in questi metodi se non vi sentite troppo a vostro agio con la ricetta. C’è anche chi usa calce in polvere o calce viva, in tal caso si chiamano olive alla calce.

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L’alternativa semplice alle olive in salamoia: le olive al sale

Se l’idea di mettere le olive in acqua per 40 giorni non vi convince, non ne avete nè la voglia nè il tempo, potete fare le olive al sale. Dovrete mettere le olive in un recipiente di coccio con abbondante sale grosso e gli aromi di vostro gusto. Il sale cuocerà e farà maturare le olive. Non dovrete far altro che togliere mano a mano l’acqua di vegetazione delle olive. In tal caso ci metteranno meno di 40 giorni: assaggiatele ogni tanto per verificare quando sono pronte!

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Cosa fare dopo i 40 giorni in acqua?

Dopo che le olive sono rimaste per 40 giorni in acqua dovete prepararvi ad invasarle. Ecco come si fa:

  • lavate e sterilizzate dei vasi nuovi (per lo meno le capsule che siano nuove)
  • preparate una salamoia facendo bollire 100 grammi di sale grosso per ogni litro d’acqua
  • quando la salamoia è pronta, fatela raffreddare
  • a questo punto potete invasare le olive
  • chiudete bene i vasi e disponete in dispensa per un mese
  • dopo un mese potete assaggiare le vostre olive in salamoia!



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