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Il pesto alla genovese è tra i prodotti italiani più contraffatti nel mondo

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come fare il pesto alla genovese - My Italian Recipes

Coldiretti così come altri enti impegnati nella tutela dei produttori e dei consumatori stilano sovente la classifica dei prodotti italiani più copiati e “taroccati” nel mondo. Tra questi ovviamente il Parmigiano Reggiano, la mozzarella, i vini. E’ notizia di oggi che nella top ten di questa poco felice classifica spicca oggi anche il pesto alla genovese. Ebbene si. Ma vediamo di capire qualcosa di più su questo argomento. 

Pesto alla genovese: un’eccellenza del Made in Italy

Forse qualche genovese troverà lusinghiera l’idea che il famoso condimento a base di basilico fresco sia entrato nella hit dei prodotti alimentari italiani più copiati e “taroccati” del mondo. Ma in realtà c’è ben poco da ridere. Coldiretti però conferma: il pesto alla genovese è entrato di diritto nella top ten dei prodotti più amati e ingiustamente bistrattati nel mondo.

La contraffazione di tutto ciò che è Made in Italy

Prodotti contraffatti confezionati ad hoc con il giusto mix di nomi e colori

Dovete considerare che la contraffazione di tutto ciò che è Made in Italy o ha a che fare con il prodotto italiano è un fenomeno molto comune. Spesso si usano termini italiani o che suonano simili a quelli italiani e combinazioni di colori nei packaging che rievocano le tonalità del tricolore per evocare l’idea di Made In Italy pur non essendo made in Italy. Si tratta di pratiche di contraffazione imitativa del tutto ingannevole che oggi vede protagonista proprio il pesto alla genovese. Subiscono già questa inquietante sorte il Provolone, il Pecorino romano, il Grana Padano, il Parmigiano Reggiano, la mortadella, il salame, il Chianti e il Prosecco. Prodotti imitati e presentati con strategie di naming “italianeggianti” e colori che ricordano proprio la nostra bandiera.

Come fare il pesto alla genovese? All’estero non è chiaro!

Rimane indubbio che solo gli italiani ed in particolar modo i liguri ed i genovesi sanno come fare il pesto alla genovese e che un prodotto similare acquistato all’estero non avrà mai il medesimo sapore dell’originale italiano. Ci auguriamo che in sede comunitaria e nelle opportune sedi internazionali il nostro paese abbia modo di far valere l’originalità e l’autenticità dei prodotti made in Italy che fanno grande la nostra nazione.

 



Chi è la chef transgender di è sempre mezzogiorno

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Durante la prima stagione di È sempre Mezzogiorno le sorprese non sono certamente mancate: ad esempio, non possiamo certamente dimenticare l’arrivo della prima chef transgender a è Sempre Mezzogiorno, su Rai 1.

Chef Chloe Facchini È Sempre Mezzogiorno

Chi è la chef transgender del programma di Antonella Clerici?

Durante la prima edizione di È Sempre Mezzogiorno, Antonella Clerici ha ospitato una chef transgender: stiamo parlando di Chloe Facchini. Questo cognome non è certamente nuovo alle orecchie di molti, poiché proprio a La Prova del Cuoco abbiamo assistito alla preparazione di tante ricette fatte dallo chef Riccardo Facchini. La padrona di casa, quindi, ha pensato bene di portare in televisione la sua amica chef per parlare al mondo di una tematica assai importante, quello del transgender, e lo ha fatto proprio in occasione della giornata mondiale contro l’omotransfobia. Ecco chi è la chef transgender di E’ sempre mezzogiorno.
Nessuno si aspettava questo coming out da parte di questo personaggio televisivo, ma in realtà, come ha raccontato la stessa Chloe oramai non si sentiva più bene nel corpo in cui era imprigionata. Proprio per questo anche Antonella Clerici ha desiderato parlare a tutti gli italiani di questo tema così sensibile, visto che molto spesso le persone che si trovano in questa circostanza vivono un periodo della propria vita davvero difficile.

Il cambio di vita: da Riccardo a Chloe Facchini a È Sempre Mezzogiorno

Il cambio di vita da Riccardo a Chloe Facchini non sappiamo come sia avvenuto per la precisione, ma stando a quando ha raccontato la chef a È Sempre Mezzogiorno è partito circa due anni fa. Ad ogni modo, i fan più attenti che seguivano il profilo di Riccardo Facchini non hanno potuto fare a meno di notare alcune piccole differenze. Ad esempio, Riccardo è passato dal suo taglio corto di colore grigio a capelli leggermente più lunghi, a caschetto, di colore biondo. Anche le forme del suo corpo sono decisamente cambiante, divenendo meno maschili. Insomma, un vero e proprio cambiamento che pure la chef ha voluto mostrare solo dopo tanto tempo di stop dalla televisione e da La Prova del Cuoco.

Antonella Clerici è stata ed è tuttora una grande amica di Chloe: grazie alla conduttrice bionda di È Sempre Mezzogiorno, in tv è arrivato un argomento assai delicato che, troppo spesso, viene strumentalizzato dai media televisivi. Sicuramente ritroveremo Chloe e le sue ricette dal mood francese anche nella nuova stagione televisiva di È Sempre Mezzogiorno che partirà il 13 settembre!



Burger King apre il primo fast food “meat-free”

fast food vegani - burger vegan . MyItalian.recipes


fast food vegani - burger vegan . MyItalian.recipes

La cultura vegana ormai è diffusa e consolidata ampiamente in tutto il mondo. La nuova sensibilità nei confronti di chi per principio o per gusti personali non desidera alimentarsi con prodotti di origine animale occupa oramai una percentuale importante del mercato alimentare anche in Europa. A tal punto che il colosso del fast food Burger King ha preso la decisione di aprire il primo punto vendita “meat free” in Europa. Dove? In quel di Colonia. Approfondiamo assieme l’argomento. 

Ha dunque aperto i battenti a Colonia in primo Burger King totalmente meat free, in collaborazione con il brand europeo The Vegetarian Butcher. Al posto di una delle icone della catena americana, amato ed addentato da migliaia di clienti ogni giorno, ovvero il Chichen Royal, sarà dunque proposto il nuovo Vegan Royal.

Cos’è il Vegan Royal di Burger King

Il Vegan Royal è un hamburger senza carne certificato dalla Vegan Society, con maionese vegana, lattuga e panino al sesamo. Un’alternativa gustosa anche per chi non ha voglia di mangiare carne, disponibile all’interno di diversi menu, come sempre accade in questo genere di catene.

C’è da dire che questa piccola rivoluzione vegana non è una novità per il colosso dell’hamburger a stelle e strisce. Già in America la multinazionale californiana aveva proposto l’Impossible Whopper, e il Rebel Whopper, due panini che si professavano vegani ma che hanno avuto qualche problemino con la giustizia.

L’Impossible Whopper (nome e marchio registrato di un noto panino vegano di Burger King) ha dato infatti qualche problemino all’azienda, che è stata citata a giudizio per non professare la “fede” vegana in tutto e per tutto. Sembra infatti che il panino in questione fosse cotto su piastre usate anche per cuocere la carne. Addirittura, nel Regno Unito le pubblicità del panino in questione furono bannate in quanto fuorvianti.

I fast food che si adeguano al cambiamento

Al di là di questi intoppi, appare chiaro che l’intenzione del colosso americano di aprire le porte alla svolta vegan sono sincere. I fast food insomma si stanno adeguando al cambiamento, come d’altronde provato anche dalla concorrente Mc Donald’s, che ha a sua volta introdotto proposte vegane, oltre ad una sempre più marcata attenzione verso l’uso di materie prime locali in tutti i paesi nei quali ha aperto i suoi punti vendita. E lo stesso vale per KFC, che propone nuggets di pollo stampati in 3D.

E quelli che propongono solo hamburger vegani

Oltre agli storici colossi del fast food che stanno compiendo la svolta vegana, oggi stanno anche nascendo numerose catene di negozi di fast food che propongono solamente panini vegani. Pensiamo, per fare un esempio, a Flower Burger, che oltre ad avere numerosi punti vendita in Italia ha recentemente aperto anche in Gran Bretagna. La proposta di menu include diversi burger vegani, di lenticchie, fagioli, ma anche appetizers e persino dolci.



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