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Insalata Chelsea

Ecco un piatto davvero raffinato, piuttosto leggero ma completo per chi vuole fare un pasto veloce pranzando alla scrivania nel proprio ufficio. Si chiama Insalata Chelsea ed è uno dei piatti cucinati questa sera da Benedetta.

Puntata I Menu di Benedetta: 16 ottobre 2012 (Menu Picnic alla Scrivania[1])
Tempo preparazione e cottura:  20 min ca.

Ingredienti Insalata Chelsea per 4 persone:

  • farro lesso qb
  • olio
  • fagiolini lessi qb
  • pomodori secchi qb
  • olive taggiasche qb
  • sale
  • 400 gr di tonno fresco
  • pomodorini qb
  • basilico qb

Procedimento ricetta Insalata Chelsea di Benedetta Parodi

  1. Condire il farro con un po’ d’olio.
  2. Ripassare i fagiolini in padella con olive e pomodorini secchi e salare appena, poi unire tutto al farro.
  3. Rosolare il tonno fresco tagliato a dadini in padella, salare e unire all’insalata.
  4. Aggiungere pomodorini freschi tagliati a spicchi e basilico.

References

  1. ^ Menu Picnic alla Scrivania

Pomodori secchi, ricetta pugliese | MyItalian Ricette Italiane

pomodori secchi ricetta pugliese - La Terra di Puglia


pomodori secchi ricetta pugliese - La Terra di Puglia

I pomodori secchi sono un prodotto di una semplicità disarmante. Il loro sapore unico e sempre gradito a tutti deriva proprio da questa semplicità. Da cosa sanno i pomodori secchi? Vi verrà da domandarvi. Semplice, da pomodoro. Ma il sole (quello vero, non quello degli essiccatori industriali) aggiunge quel quid in più che li rende davvero speciali. Morbidi e carnosi al punto giusto, ma pur tuttavia secchi e croccanti. Se avete assaggiato pomodori secchi di qualità mediocre, comprati a poco prezzo in un grande supermercato, resettate mente e palato. E per quanto riguarda i pomodori secchi, la ricetta pugliese parla chiaro. Amore, sole e terra sono gli ingredienti. E niente più. Scopriamola insieme. 

pomodori secchi ricetta pugliese - My Italian Recipes

Pomodori secchi, ricetta pugliese

La ricetta pugliese dei pomodori secchi prevede, in breve, i passaggi che vi elenchiamo qui sotto. Per conoscere tutti i dettagli di ciascun passaggio oppure per ricevere ulteriori informazioni, vi consigliamo di contattare gli amici di La Terra di Puglia, che saranno felici di assistervi nella preparazione dei pomodori secchi. Ecco i passaggi:

  1. acquistate ottimi pomodori maturi
  2. lavate i pomodori
  3. tagliateli per lungo
  4. disponeteli su un graticcio a faccia in su
  5. spolverizzateli di sale fino
  6. posizionateli in pieno sole
  7. ogni tanto girateli e cambiategli il verso
  8. la notte spostateli al coperto in modo che non prendano troppa umidità
  9. proseguite per alcuni giorni così (una settimana dovrebbe bastare): i pomodori dovranno perdere il 50% della loro umidità
  10. quando sono secchi al punto giusto potete riporli in un sacchetto e condirli al momento di gustarli
  11. oppure potete bollirli velocemente (pochi secondi) in acqua e aceto (metà e metà) e poi depositarli tutti aperti su un canovaccio
  12. lasciate asciugare tutta la notte
  13. l’indomani cominciate ad invasare i pomodori secchi (in un vaso ben sterilizzato), infilandoli verticalmente ed orizzontalmente pochi per volta, con pazienza, in modo da lasciare meno spazi e meno aria possibile
  14. se necessario, lasciate asciugare ancora
  15. poi aggiungete olio pugliese (in fondo state seguendo la ricetta pugliese) e, aiutandovi con una posata, spingete giu’ i pomodori in modo da favorire la fuoriuscita di altre eventuali bolle d’aria.
  16. se gradite aggiungete erbe aromatiche
  17. chiudete il vaso, ma non troppo stretto
  18. l’indomani verificate di nuovo la presenza di spazi e se necessario aggiungete altro olio extravergine di oliva pugliese (tutti i pomodori devono essere ben coperti dall’olio)
  19. poi chiudete ben stretto.

Una ricetta semplice coi pomodori secchi?

Ecco una ricetta coi pomodori secchi, perfetta, leggera, sana e di grande effetto: i filetti di orata ai pomodori secchi! Provatela e fateci sapere….ancor meglio se la proverete coi pomodori secchi fatti da voi.

filetti di orata ai pomodori secchi - My Italian Recipes

Strudel di mele FAQ | Ricettepercucinare.com

strudel di mele velocissimo- Ricettepercucinare.com


strudel di mele velocissimo- Ricettepercucinare.com

Il gustoso viaggio nello strudel di mele: risposte alle domande più frequenti

Introduzione:

Lo strudel di mele è una delizia culinaria che ha radici antiche e una popolarità che si estende ben oltre i confini delle Alpi. Originario dell’area austro-ungarica, questo dessert ha conquistato il cuore e il palato di molti, diventando un piatto amato in tutto il mondo. Ma dietro ogni fetta fragrante di questo dolce c’è una storia da raccontare, così come molte domande che possono sorgere su di esso.

Dove fanno lo strudel di mele?

Lo strudel di mele viene preparato principalmente nelle regioni alpine dell’Austria, della Germania, dell’Alto Adige in Italia e dell’Ungheria. Tuttavia, è diventato un piatto diffuso in molti paesi europei e viene preparato in molte cucine casalinghe e pasticcerie in tutto il mondo.

Quali sono le mele più adatte per fare lo strudel?

Le mele più adatte per fare lo strudel sono quelle con una consistenza soda e un gusto leggermente acidulo, come le mele Granny Smith, Fuji o Jonathan. Queste varietà mantengono la loro forma durante la cottura e offrono un equilibrio perfetto tra dolcezza e acidità al ripieno dello strudel.

Come si accompagna lo strudel di mele?

Lo strudel di mele si accompagna tradizionalmente con panna montata o gelato alla vaniglia, che aggiungono una cremosità deliziosa e contrastano bene con la dolcezza e la consistenza morbida del dessert. Alcune persone preferiscono anche servirlo con una spolverata di zucchero a velo o una salsa alla vaniglia.

Di dove è originario lo strudel?

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Lo strudel ha le sue radici nella cucina dell’Impero asburgico, che comprendeva territori dell’attuale Austria, Ungheria, Repubblica Ceca e altri paesi dell’Europa centrale. Tuttavia, la sua forma moderna e la sua popolarità sono principalmente associate all’Austria e alle regioni circostanti.

Quante calorie ha un pezzo di strudel?

Le calorie in uno strudel di mele possono variare a seconda degli ingredienti e delle dimensioni della porzione. Tuttavia, in media, un pezzo di strudel di mele di dimensioni standard (circa 100 grammi) può contenere circa 250-300 calorie. Questo valore può variare leggermente in base agli ingredienti e al metodo di preparazione.

Come riscaldare lo strudel di mele?

Lo strudel di mele può essere riscaldato nel forno preriscaldato a 180°C per circa 10-15 minuti o fino a quando non è riscaldato uniformemente. In alternativa, può essere riscaldato in microonde per circa 1-2 minuti a potenza media. Assicurarsi di coprirlo con un foglio di alluminio per evitare che si secchi troppo durante il riscaldamento.

Quanto dura il dolce in frigo?

Lo strudel di mele può essere conservato in frigorifero per circa 3-4 giorni se conservato correttamente in un contenitore ermetico. Tuttavia, è meglio consumarlo entro 1-2 giorni per garantire la freschezza e la qualità ottimali del sapore.

Quanto si conserva?

Lo strudel di mele può essere conservato a temperatura ambiente per un massimo di 2 giorni, avvolto in carta stagnola o conservato in un contenitore ermetico. Per conservarlo più a lungo, è consigliabile riporlo in frigorifero o congelarlo.

Quanto costa lo strudel?

Il costo dello strudel di mele può variare a seconda della dimensione, della qualità degli ingredienti e del luogo dove viene acquistato. In genere, in una pasticceria o in un caffè, il prezzo di una fetta di strudel di mele può variare da circa 2 a 5 euro.

Quanto pesa una fetta di strudel di mele?

Il peso di una fetta di strudel di mele dipende dalle dimensioni del taglio e dalla consistenza del dolce. In media, una fetta di strudel di mele di dimensioni standard può pesare circa 100-150 grammi.

Quando è nato lo strudel di mele?

Le origini precise dello strudel di mele non sono note con precisione, ma si ritiene che abbia origini antiche risalenti al periodo dell’Impero asburgico, intorno al 17° secolo. Tuttavia, la sua forma moderna e la sua popolarità sono emerse principalmente nel XIX secolo, quando è diventato un piatto distintivo della cucina austriaca e ungherese.



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