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Limoncello fatto in casa, ricetta della nonna

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Il limoncello fatto in casa è un vero piacere. Sì, perché ci sono alcune preparazioni che, se preparate in casa con le proprie mani, acquisiscono quel “non so che” di speciale, unico, profumato ed irresistibile. Il limoncello è una di queste preparazioni. Volete mettere il piacere di scegliere i limoni uno ad uno e di apprezzare il piacere dell’attesa, mentre il vostro limoncello acquisisce sapore e colore, in confronto al semplice gesto di acquistare un limoncello commerciale? Non c’è paragone. E allora, vediamo assieme questo limoncello fatto in casa come si fa, seguendo la classica “ricetta della nonna”.

Limoncello fatto in casa, ricetta della nonna: gli ingredienti

Gli ingredienti per il limoncello fatto in casa sono otto limoni biologici, un litro di alcol per liquori, un litro di acqua a 700 gr di zucchero. Sono ingredienti semplici. L’ideale sarebbe possedere un bell’albero di limone, ma se non vivete in Sicilia, Puglia, Calabria o altra regione meridionale, forse non ne avrete uno. O forse sì. Comunque sia, procuratevi otto dei migliori limoni che riusciate a trovare! Passiamo ora alla preparazione.

Preparazione del limoncello

Lavate bene i limoni ed asciugateli. Pelateli dunque, avendo cura di togliere solo la parte gialla della buccia, perchè come saprete quella bianca è amara. Immergete le bucce nell’alcol. Usate un barattolo a bocca larga, se ce l’avete. Lasciate il tutto in “infusione” per due o tre settimane. La nonna raccomanda un luogo buio! A differenza della ricetta del nocino dei frati, che invece richiede un’esposizione alla luce di giorno e al buio di notte, il limoncello fatto in casa va riposto in dispensa.

Al termine di questo tempo, filtrate. Gettate le bucce. Preparate uno sciroppo portando ad ebollizione l’acqua e aggiungendovi lo zucchero. Quando lo zucchero è ben sciolto, spegnete il fuoco. Lasciate raffreddare, poi mescolate la parte alcolica allo sciroppo.

Imbottigliate in bottiglie ben pulite e sterilizzate. In cucina l’igiene non è mai troppa! Attendete un mesetto prima di gustare il vostro limoncello fatto in casa.

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Una variante fresca e divertente? Aggiungete anche una bella manciata di foglioline di menta alla vostra preparazione, già nella fase di infusione. Ne otterrete un liquore fatto in casa fresco e dissetante, che in estate potrete servire con del ghiaccio.

 



Comunicato stampa Amarelli

ARCHIVIO AMARELLI –  ROSSANO
                 Il Direttore
(Cav. Lav. Prof. Pina Amarelli)
Il Soprintendente Archivistico per la Calabria Dott.ssa Francesca Tripodi ha di recente comunicato al Cav. Lav. Prof. Pina Amarelli, Direttore dell’Archivio Amarelli e a tutti i familiari, che l’Archivio della famiglia e dell’Impresa conservato nel Museo della Liquirizia “Giorgio Amarelli”, con decreto del Direttore Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Calabria Arch. Francesco Prosperetti,  è stato dichiarato d’interesse storico particolarmente importante.
L’Archivio, ordinato e inventariato dai funzionari dell’Archivio di Stato di Cosenza Dott.ssa Lucrezia Francesca Leo e Cav. Pier Emilio Acri, con la collaborazione dei Sigg. Elisabetta Madera e Francesco Scigliano, grazie alla simbiosi instauratasi fra il Direttore dell’Archivio di Stato di Cosenza Dott.ssa Anna Maria Letizia Fazio e il Soprintendente Archivistico per la Calabria Dott.ssa Francesca Tripodi, abbraccia un arco temporale che va dal 1445 al 1986.
Ben cinquecento anni di storia di una fra le più importanti famiglie del Meridione d’Italia e di un’industria, quella della liquirizia, che dal secolo XVIII si è affermata in un settore che è stato il fiore all’occhiello dell’economia calabrese.
L’Archivio Amarelli, com’è espressamente riportato nel decreto di interesse storico particolarmente importante “per il patrimonio di storie personali, familiari e sociali di grande interesse, costituisce certamente una fonte insostituibile e unica per raccontare e testimoniare non solo la storia delle aziende del Mezzogiorno ma anche per la conoscenza delle varie fasi di lavorazione della liquirizia e dei percorsi della commercializzazione del prodotto”.
Il complesso documentario è costituito da pergamene e da migliaia di volumi e fascicoli, custoditi in appositi faldoni, e a breve verrà ufficialmente presentato e aperto alla consultazione.
Lo scopo della famiglia Amarelli è, non solo il tutelare e valorizzare la documentazione di sua pertinenza, ma anche quello di dar vita, nella sede del proprio Museo, nell’Archivio e nell’Auditorium “Alessandro Amarelli” a studi, ricerche, convegni, pubblicazioni sugli aspetti pregnanti di una Calabria attiva e operosa nel mondo imprenditoriale in una visione più ampia di cultura d’impresa, grazie al trentennale impegno profuso dalla Soprintendenza Archivistica per la Calabria e dall’Archivio di Stato di Cosenza, che ha permesso, di aprire nuovi orizzonti sulla conoscenza della storia economica di un territorio che si richiama all’antica Sibari, mediante l’ordinamento di archivi, come quelli dei Duchi Saluzzo, dei Baroni Compagna, dei nobili Solazzi di Corigliano e dei Marchesi Martucci-Abenante di Rossano, i cui proprietari erano impegnati, al pari degli Amarelli, a portare avanti con decoro e dignità le loro aziende familiari attraverso la produzione di liquirizia, olio, seta, grano, agrumi, formaggi.  
Cordiali saluti
Pina Amarelli

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