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Pizza in teglia alla Veronese

Pubblicato da Martino Beria[1] alle lunedì, 19 novembre 2012 e classificato in Speciale Pizza[2].

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Cari amici ecco a voi una nuova ricetta a cura dell’amico Renato Bosco che dopo averci insegnato i rinfreschi di lievito madre[4], l’impasto base per la pizza[5] e la pizza margherita al metro[6], oggi ci offre due nuove lezioni di cucina: la base per pizza con impasto diretto e la pizza in teglia alla veronese. Vediamo subito di cosa si tratta!

Ingredienti

  • mozzarella
  • monte veronese
  • radicchio di verona
  • passata di pomodoro
  • sale
  • olio

Tempi e porzioni

Tempo di preparazione: 1 ora 30 minuti
Dosi per 5 persone
Categoria: pizze, focacce
Tempo di cottura: 20 minuti

formaggio,mozzarella,pizza,pomodoro,radicchio[7][8][9][10][11]

References

  1. ^ Martino Beria (plus.google.com)
  2. ^ Visualizza tutti gli articoli in Speciale Pizza (www.imenùdibenedetta.com)
  3. ^ Stampa ricetta/articolo (www.imenùdibenedetta.com)
  4. ^ Come fare i rinfreschi di lievito madre (www.imenùdibenedetta.com)
  5. ^ La ricetta dell’impasto base per la pizza (www.imenùdibenedetta.com)
  6. ^ Pizza margherita al metro (www.imenùdibenedetta.com)
  7. ^ formaggio (www.imenùdibenedetta.com)
  8. ^ mozzarella (www.imenùdibenedetta.com)
  9. ^ pizza (www.imenùdibenedetta.com)
  10. ^ pomodoro (www.imenùdibenedetta.com)
  11. ^ radicchio (www.imenùdibenedetta.com)

Chi è Alfio di E’ Sempre Mezzogiorno

Ricettepercucinare.com


Chi é Alfio È Sempre Mezzogiorno
Foto by LaStampa.it

Durante la prima stagione di È Sempre Mezzogiorno con Antonella Clerici, abbiamo visto quotidianamente il volto di Alfio: ma chi è questo personaggio? Se sei curioso di sapere chi è Alfio di E’ sempre mezzogiorno, leggi il nostro articolo!

Chi é Alfio di È Sempre Mezzogiorno?

Quante volte durante l’appuntamento con È Sempre Mezzogiorno hai visto in un angolo dello studio televisivo oppure al fianco di Antonellina questo strano personaggio con una camicia a quadri? Se ti stai chiedendo chi é Alfio – che abbiamo visto dall’inizio alla fine della prima stagione di È Sempre Mezzogiorno su Rai 1 – oggi ti daremo qualche informazione in più.

Vediamo dunque chi è Alfio di E’ sempre Mezzogiorno. L’uomo di 57 anni, Alfio Bottaro, è originario di Grondona, un piccolo comune della provincia di Alessandria, in Piemonte. Questa località si trova a pochi chilometri da Arquata Scrivia, paese dove la conduttrice vive insieme all’attuale compagno Vittorio Garrone. Alfio, che è stato anche consigliere più volte del suo comune, ha deciso di lasciarsi alle spalle la sua “vita comune”, così da dedicarsi al nuovo ruolo che gli ha assegnato Antonella Clerici a È Sempre Mezzogiorno. Pensa che si tratta di un amico di famiglia di vecchia data: il papà di Alfio era addirittura amico della famiglia Garrone, giacché quest’ultimi ferravano i loro cavalli!

A È Sempre Mezzogiorno, un pezzo del luogo dove vive Antonella Clerici

Come saprai bene, il programma di È Sempre Mezzogiorno si sarebbe dovuto svolgere inizialmente proprio nel nuovo posto dove vive Antonella Clerici. Successivamente, per colpa della pandemia, sono state fatte tante modifiche al format televisivo che, in qualche modo, avrebbe dovuto ricordare la casa nel bosco della conduttrice, ma non dal Piemonte, bensì dagli studi televisivi di Milano.

Proprio per questo anche Alfio fa parte del programma televisivo di Rai 1: il simpatico abitante di Grondona ed amico di Antonella è parte di quel luogo in cui la conduttrice bionda vive serenamente con il suo compagno, la figlia, i figli di lui ed i cani. Così, quest’anno all’interno del cast televisivo di È Sempre Mezzogiorno è entrato a far parte anche Alfio: il cinquantasettenne ci ha intrattenuto diverse volte con le sue battute leggere, ma anche durante i giochi televisivi come “Scrosta e vinci”. Chissà se anche per la prossima stagione che prenderà il via in settembre rivedremo a È Sempre Mezzogiorno Alfio Bottaro!



Ricetta Scarpaccia viareggina dietetica alla Stevia Rebaudiana

Pubblicata 20/08/2012 Scritto da
Benedetta in Dolci e dessert[1]

Ho provato la stevia rebaudiana quando ancora in Italia non era “legale” grazie al mio amico Daniel che l’aveva ordinata online. Per chi non la conoscesse la Stevia rebaudiana, si tratta di una pianta perenne nota da secoli tra i popoli del Sud America per il potere dolcificante delle sue foglie e per le proprietà medicinali curative. I principi attivi dolcificanti sono lo stevioside e il rebaudioside A e sono maggiormente concentrati nelle foglie: infatti, quando sono secche (disidratate), le foglie di stevia hanno un potere dolcificante da 150 a 250 volte il comune zucchero ma senza alcun potere nutrizionale (zero calorie). Da pochi mesi (aprile 2012) la stevia è legale anche in Europa (e quindi anche in Italia) dopo che la Commissione Europea ne ha decretato la non pericolosità: finalmente si trova nei supermercati, nei negozi di prodotti biologici e naturali oltre che nelle aree di servizio sulle autostrade come dolcificante. Diversamente da dolcificanti sintetizzati in laboratorio come aspartame o l’acesulfame K, essendo un prodotto naturale, la stevia è relativamente stabile nel tempo e alle alte temperature: questo la rende quindi adatta per essere utilizzata anche per realizzare prodotti da forno o per dolcificare bevande calde. E le proprietà medicinali curative? La stevia promuove la secrezione di insulina portando a una riduzione di glucosio nel sangue. 
Pare inoltre che abbia un’azione ipotensiva che la renderebbe utilissima nei casi di ipertensione arteriosa. Unico punto a sfavore… il retrogusto al sapore di liquirizia, abbastanza marcato. Come primo utilizzo l’ho sperimentata nella scarpaccia di Manila Vannucci[2], un dolce viareggino con le zucchine in cui ho sostituito lo zucchero con stevia e un po’ di latte per sciogliere l’impasto. Non avendo ancora provato la scarpaccia nella versione “nature”, non so posso fare paragoni di sapore con l’originale ma posso affermare che il sapore di liquirizia era abbastanza preponderante nella parte finale dell’assaggio, anche se assolutamente non spiacevole. Il sapore percepito non era nemmeno eccessivamente dolce o meglio era un dolce diverso, come se la percezione del dolce avvenisse con dei recettori diversi da quelli consueti (tant’è che la sensazione di dolce non si percepisce subito come per lo zucchero ma in una fase successiva della masticazione). La prossima volta proverò ad usare metà zucchero e metà stevia, e magari utilizzerò la stevia per dolci a base di cacao che coprono un po’ il sapore di liquirizia! Manila, spero non rimarrai delusa perchè ho snaturato la tua scarpaccia viareggina ricca di storia, affetti e sentimenti!

Ingredienti per una scarpaccia per circa 8/10 persone:
– 500 gr. di zucchine (circa 6 zucchine)
– 3 foglie grandi sminuzzate di basilico
– 150 gr. di farina
– 15 gr. di stevia rebaudiana in polvere (io ho utilizzato quella in polvere della Nevella)
– 100 ml di latte
– 50 gr. di burro (io ho utilizzato il burro Beppino Occelli)
– 2 uova
– 1 bustina di vanillina
– olio extravergine di oliva
– un pizzico di sale
stampo in silicone per crostate Pavonidea[3] di 28 cm di diametro

Preparazione:

Prendere le zucchine

Tagliare le zucchine a scaglie o a rondelle (tagliando ulteriormente ogni rondella in 2-3 pezzetti)

Preparate tutti gli ingredienti per la scarpaccia

Mettete in una ciotola le uova e la stevia

Sbattere bene le uova con la stevia utilizzando un frullatore

Unire la farina e la vaniglina

Mescolare un po’ quindi aggiungere il burro fuso

Mescolare aggiungendo al composto un pizzico di sale e le foglie di basilico a pezzetti

Aggiungere il latte a poco a poco

fino ad ottenere un composto più fluido ma comunque abbastanza denso

unire le zucchine

Amalgamare bene le zucchine all’impasto che deve risultare denso

Versare l’impasto in una tortiera imburrata e infarinata (se è in silicone, come la mia, basta che la imburriate solo al primo utilizzo) di 28 cm di diametro (o, in alternativa, ricoperta con carta da forno)

e distribuire bene, quasi “spalmandolo”… l’impasto risulterà altro 1,5-2 cm circa

Irrorare con un filo di olio

Infornare a 200°C per venti minuti, quindi abbassare la temperatura a 180°C e cuocere per altri 45 minuti circa fino a che si formerà una specie di crosticina sopra

Sformare la scarpaccia su un vassoio da portata

Tagliarla a fette su un vassoio… io ho utilizzato il vassoio di legno con piatto in vetro[4] della Ilsa – Industria Articoli Casalinghi Professionali

Quindi servirla

Buona scarpaccia a tutti… spero di avervi incuriosito!

References

  1. ^ Visualizza tutti gli articoli in Dolci e dessert (www.imenùdibenedetta.com)
  2. ^ scarpaccia di Manila Vannucci (www.ricettecondivise.it)
  3. ^ stampo in silicone per crostate Pavonidea (www.pavonidea.it)
  4. ^ Taglia e servi Ilsa (www.ilsa-italy.it)

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