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Comunicato stampa olio Dante e link

Date uno sguardo a questo interessante link sulla salute

IL VIAGGIO INTERATTIVO DI DANTE NEL “DIVIN PORTALE”
On line il nuovo portale degli Oleifici Mataluni dedicato ai brand Dante, Olita, Topazio, OiO e Vero

Un viaggio interattivo nella storia dei marchi degli Oleifici Mataluni, alla ricerca di nuovi linguaggi per comunicare con i consumatori più esigenti e con gli utenti più giovani.
Nasce con questo obiettivo il nuovo portale www.oleificimataluni.com, ideato per offrire contenuti più dinamici e sempre più integrati con social network e food blog.
Da oggi, infatti, sono on line i nuovi siti di Olio Dante (www.oliodante.com), Olio Topazio (www.oliotopazio.com), Olio OiO (www.oliooio.com), Olio Olita (www.olioolita.com) e Olio Vero (www.oliovero.it) che, insieme al sito www.condisano.com dedicato a Condisano, l’olio con la vitamina D, rappresentano i brand più importanti dell’industria sannita.
Gli Oleifici Mataluni, dunque, confermano la propria vocazione all’innovazione anche nel settore Digital, presentando una nuova immagine coordinata, che comprende anche il restyling dei loghi, la realizzazione di tutti gli elementi di corporate identity e l’ideazione di una piattaforma integrata di accesso a Facebook, Youtube e al mondo dei food blog.
I siti raccontano oltre 100 anni di storia dei marchi italiani e 80 anni di esperienza Mataluni, presentando i leggendari Caroselli, i manifesti pubblicitari dell’epoca, i prodotti e le caratteristiche del packaging prodotto dal Centro di ricerca dell’industria olearia (Criol).
A partire da Dante, l’olio ideato a Genova da “Giacomo Costa fu Andrea” nel 1898, quando iniziarono a partire le prime spedizioni dirette in Nord America, Argentina e Australia, paesi nei quali il consistente flusso di emigrati italiani generava una importante domanda di prodotti alimentari nazionali. La necessità di trasportare rapidamente i propri prodotti, indusse Giacomo Costa prima a procurarsi navi da carico usate e poi a farle costruire direttamente, dando vita a quella che diventerà la flotta della Costa Crociere. E non solo.
Spostandosi facilmente da un sito all’altro  grazie al menu “Brand Oleifici Mataluni” posizionato nella parte alta della home page, troviamo l’inconfondibile lattina blu di Topazio, nato dall’esperienza di una delle storiche industrie olearie italiane, la Chiari & Forti di Silea (Treviso); i Caroselli di Bice Valori per OiO, in onda sulla Rai dal 1964 al 1969, e del “cuoco sopraffino” Peppino de Filippo per Dante; la reclame di Olita, il marchio con la forchetta a tre punte ideato dall’azienda alimentare Star, con il famoso slogan “L’Olita mio”. Inoltre, in occasione del lancio del portale, è stato presentato anche il sito di Olio Vero, il primo marchio della famiglia Mataluni, nato negli anni ’60 dall’intuizione dell’Avvocato Giuseppe Mataluni, figlio del fondatore e padre di Biagio, attuale Presidente del complesso agroindustriale oleario di Montesarchio (Benevento).
La veste gestionale e grafica dei nuovi spazi web, realizzata da Core e Pixsael ICT Solution – agenzie sannite specializzate nello sviluppo e realizzazione di sistemi informativi – in collaborazione con l’Area Comunicazione e l’Ufficio Grafico degli Oleifici Mataluni, richiama lo stile minimal ed i colori che contraddistinguono i singoli brand. Nel corpo superiore delle pagine, trova spazio il menu generale da cui si accede alle informazioni sul marchio e sull’azienda, alla vetrina prodotti con le schede nutrizionali realizzate dal Criol, all’area stampa, media e alla sezione salute. In particolare, cliccando su “media” si accede ad un pannello multimediale, con la possibilità di visualizzare e scaricare la rassegna degli articoli giornalistici, immagini, spot, interviste, manifesti storici e video.

Treccia farcita o pane dolce dello Shabbat -sabato ebraico

La cucina per me è sinonimo di relax e se la giornata di lavoro è stata difficile o stressante preparare qualche cosa di sfizioso è veramente rilassante. 
I lievitati sono però una pura magia e a loro non so resistere, nonostante il tempo tiranno riesco sempre a trovare del tempo per loro. 

Eleonora per MTC di ottobre ha scelto una splendida ricetta ricca di poesia e storia, devo ringraziarla perché con il suo pane dolce del sabato mi ha letteralmente catturata. 

Se i lievitati sono una magia, questo pane è pura poesia. 

Vi consiglio di leggere il post di MTC e di Eleonora per conoscere un aspetto della cultura ebraica che io fino a pochi giorni fa ammetto che conoscevo pochissimo ed erroneamente avrei chiamato questo pane come non deve essere nominato.  
La ricetta è quella di Eleonora, ho solo modificato la dose del lievito per poter modificare i tempi di lievitazione e la forma 
Una treccia a sei rami 
Impasto 
500 gr di farina 0
2 uova medie (circa 60-62 gr con il guscio)
100 gr di zucchero
20 gr di lievito di birra (per me 10gr)
125 ml di acqua tiepida
125 ml di olio extra vergine d’oliva
10 gr di sale 
Ripieno
100 gr di uva passa 
1-2 Mele canada a cubettini 
cannella in polvere 
un tuorlo d’uovo
un cucchiaio di acqua
semi papavero 
Sciogliere il lievito in acqua tiepida (io ne ho usati 10gr per dei tempi di lievitazione più lunghi), poi aggiungere gli altri ingredienti, le uova e il sale per ultimi ed impastare bene 
L’impasto può essere fatto con l’impastatrice o a macchina, l’importante è che sia ben amalgamato è un impasto facile da lavorare 
Appena il nostro impasto sarà pronto, metterlo in una ciotola coperto con pellicola a lievitare per un paio d’ore o più se usate meno lievito come me. 
Mentre l’impasto lievita mettere a bagno l’uvetta e tagliare la mela a cubettini piccoli e sottili (importante perché non devono bucare la pasta) e metterli in una ciotola e spolverizzarli con della cannella in polvere 
Quando il nostro impasto sarà lievitato prenderlo e dividerlo in sei parti uguali 
Stendere su un piano leggermente infarinato ogni pezzo in una striscia lunga circa 35cm e larghe circa 15cm. Su ogni striscia spargere un po’ d’uvetta che avremmo strizzato e leggermente infarinato e un po’ di cubettini di mela alla cannella, quindi chiudere molto bene arrotolando creando così dei salsicciotti farcirti che metteremo da parte fino a quando non saranno tutti pronti, cercati di farli tutti della stessa lunghezza. 
Quando tutti i salsicciotti saranno pronti non ci resta che iniziare a montare la treccia, potete intrecciare a piacere io ho fatto un intreccio a sei rami che è splendidamente spiegato nel post di Piroulie.
Sembra difficile ma se lo seguite passo passo non lo. Un piccolo consiglio pratico, la prima volta appoggiate dei piccoli pezzettini di carta numerati all’estremità di ogni ramo, sarà facilissimo seguire i passaggi e in un attimo imparerete un intreccio meraviglioso. 
Una volta completato l’intreccio trasferire la treccia su una teglia con carta forno poi coprire e far lievitare 
Se avete usato dose intera di lievito basteranno due ore, se invece avete usato meno lievito potete permettervi di formarla la sera tardi e farla lievitare fino al mattino. 
Una volta lievitata, spennellare la superficie con del tuorlo sciolta con un po’ d’acque e poi spolverizzarla con dei semi di papavero. 
Infornare in forno caldo statico a 190° per circa 15-20 minuti
Questa è una treccia meravigliosa, 
devo ringraziare veramente Eleonora per il valore aggiunto a questa ricetta dove ogni dettaglio ha il suo perchè.
Ringrazio anche Ale e Dani per la splendida spiegazione dei dettagli

Treccia farcita o pane dolce dello Shabbat -sabato ebraico

La cucina per me è sinonimo di relax e se la giornata di lavoro è stata difficile o stressante preparare qualche cosa di sfizioso è veramente rilassante. 
I lievitati sono però una pura magia e a loro non so resistere, nonostante il tempo tiranno riesco sempre a trovare del tempo per loro. 

Eleonora per MTC di ottobre ha scelto una splendida ricetta ricca di poesia e storia, devo ringraziarla perché con il suo pane dolce del sabato mi ha letteralmente catturata. 

Se i lievitati sono una magia, questo pane è pura poesia. 

Vi consiglio di leggere il post di MTC e di Eleonora per conoscere un aspetto della cultura ebraica che io fino a pochi giorni fa ammetto che conoscevo pochissimo ed erroneamente avrei chiamato questo pane come non deve essere nominato.  
La ricetta è quella di Eleonora, ho solo modificato la dose del lievito per poter modificare i tempi di lievitazione e la forma 
Una treccia a sei rami 
Impasto 
500 gr di farina 0
2 uova medie (circa 60-62 gr con il guscio)
100 gr di zucchero
20 gr di lievito di birra (per me 10gr)
125 ml di acqua tiepida
125 ml di olio extra vergine d’oliva
10 gr di sale 
Ripieno
100 gr di uva passa 
1-2 Mele canada a cubettini 
cannella in polvere 
un tuorlo d’uovo
un cucchiaio di acqua
semi papavero 
Sciogliere il lievito in acqua tiepida (io ne ho usati 10gr per dei tempi di lievitazione più lunghi), poi aggiungere gli altri ingredienti, le uova e il sale per ultimi ed impastare bene 
L’impasto può essere fatto con l’impastatrice o a macchina, l’importante è che sia ben amalgamato è un impasto facile da lavorare 
Appena il nostro impasto sarà pronto, metterlo in una ciotola coperto con pellicola a lievitare per un paio d’ore o più se usate meno lievito come me. 
Mentre l’impasto lievita mettere a bagno l’uvetta e tagliare la mela a cubettini piccoli e sottili (importante perché non devono bucare la pasta) e metterli in una ciotola e spolverizzarli con della cannella in polvere 
Quando il nostro impasto sarà lievitato prenderlo e dividerlo in sei parti uguali 
Stendere su un piano leggermente infarinato ogni pezzo in una striscia lunga circa 35cm e larghe circa 15cm. Su ogni striscia spargere un po’ d’uvetta che avremmo strizzato e leggermente infarinato e un po’ di cubettini di mela alla cannella, quindi chiudere molto bene arrotolando creando così dei salsicciotti farcirti che metteremo da parte fino a quando non saranno tutti pronti, cercati di farli tutti della stessa lunghezza. 
Quando tutti i salsicciotti saranno pronti non ci resta che iniziare a montare la treccia, potete intrecciare a piacere io ho fatto un intreccio a sei rami che è splendidamente spiegato nel post di Piroulie.
Sembra difficile ma se lo seguite passo passo non lo. Un piccolo consiglio pratico, la prima volta appoggiate dei piccoli pezzettini di carta numerati all’estremità di ogni ramo, sarà facilissimo seguire i passaggi e in un attimo imparerete un intreccio meraviglioso. 
Una volta completato l’intreccio trasferire la treccia su una teglia con carta forno poi coprire e far lievitare 
Se avete usato dose intera di lievito basteranno due ore, se invece avete usato meno lievito potete permettervi di formarla la sera tardi e farla lievitare fino al mattino. 
Una volta lievitata, spennellare la superficie con del tuorlo sciolta con un po’ d’acque e poi spolverizzarla con dei semi di papavero. 
Infornare in forno caldo statico a 190° per circa 15-20 minuti
Questa è una treccia meravigliosa, 
devo ringraziare veramente Eleonora per il valore aggiunto a questa ricetta dove ogni dettaglio ha il suo perchè.
Ringrazio anche Ale e Dani per la splendida spiegazione dei dettagli